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MAO Museum of Oriental Art (Fondazione Torino Musei)

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Via San Domenico11
10122 Turin
T +39 01 14 43 69 27
F +39 01 14 43 69 18
E mao@fondazionetorinomusei.it

Director
Franco Ricca
T +39 01 14 43 69 14
F +39 01 14 43 69 18
E mao@fondazionetorinomusei.it

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MAO Museum of Oriental Art
http://www.maotorino.it

About

(English, Italiano)
Turin’s new Museum of Oriental Art marks the culmination of various strands of interest in this field: the city boasts a long tradition of Oriental studies at the university – backed by the presence of a major centre for specialised research (CESMEO), while the past few years have seen a growing realisation of the need to create specific instruments to further our knowledge and understanding of distant cultural worlds. A museum that displays artistic creations from different cultures not only fulfils its own vocation as a repository for their conservation and exhibition, but above all prompts visitors to expand their own ethnocentric horizons.

These were some of the underlying grounds that led to the idea of creating a Museum of Oriental Art (MAO), in Turin based on the redefinition, renewal and expansion of the Oriental Section of the Civic Museum of Ancient Art.

The new museum, stands in one of the city’s most lively and fascinating areas, is housed in Palazzo Mazzonis, which was built between the 17th and the 18th century, known, which was formerly owned by the Marquis Solaro della Chiusa before being passed in 1870 to Chevalier Paolo Mazzonis, a textile magnate. After becoming the head office of the Manifattura Mazzonis, extensive improvements were carried out, especially on the first floor. The Mazzonis business failed in 1968 and the building remained unused. It was purchased by Turin City Council in 1980 and restored to house a section of the law court from 1982 to 2001 and finally, after appropriate restoration became site of a museum.

The Museum now contains some 1500 works from all over Asia. The rooms used for the permanent exhibition are divided into five separate “galleries”, which have fitted naturally into the structural layout of the building.

The MAO aspires to be as representative as possible in its choice of artworks from the various countries: its collections include the major cultural traditions from the continent, building on the important collections already owned by various institutions in Turin, whose directly inspired the proposed layout for the new museum which is divided into five clearly defined cultural areas: South Asia, China, Japan, Himalayan Countries and Islamic Countries.

The order in which the works are presented and the accompanying exhibit labels aim to highlight the points of contact and creative interactions between the different countries at the various historical periods, reintroducing a unified interpretation to the proposed route.

The MAO also acts as a cultural intermediary for visitors, who are generally unfamiliar with the concepts and cultural traditions to which exhibits refer. It aims to inspire visitors to explore new forms of thought, encouraging a fuller awareness of the value of all human knowledge.

Lastly, the MAO offers a wide range of public services: multimedia stations, online catalogue on the museum’s website, bookshop, possibility of using the art library and photographic archives of Fondazione Torino Musei, seminars, conferences, temporary exhibitions, and the educational rooms.
Il Museo di Arte Orientale apre a Torino in un contesto favorevole dato dalla tradizione universitaria di studi orientalistici nella città e dalla presenza di un importante centro di studi specifico (il CESMEO); inoltre in questi anni la necessità di creare strumenti per la conoscenza e la comprensione di mondi culturali lontani ha fatto in modo che il museo, data la sua naturale vocazione, potesse contribuire all’ampliamento dell’orizzonte etnocentrico del visitatore.

Su questi presupposti nasce l’idea di creare a Torino un Museo d’Arte Orientale, prevedendo la ridefinizione, il rinnovamento e l’ampliamento della Sezione Orientale del Museo Civico d’Arte Antica.

Il Museo, collocato in una delle zone più vive ed affascinanti della città, ha sede in Palazzo Mazzonis (databile tra il XVII ed il XVIII), che fu di proprietà dei marchesi Solaro della Chiusa e che passò nel 1870 al Cavaliere Paolo Mazzonis, industriale tessile. Adibito a sede della manifattura, vide molti lavori di abbellimento soprattutto al primo piano ma con la crisi del settore tessile, la ditta Mazzonis cessò le attività nel 1968 ed il palazzo restò inutilizzato. Acquistato dal Comune di Torino nel 1980 ha ospitato gli uffici giudiziari dal 1982 al 2001, per divenire infine dopo gli opportuni restauri sede museale.

Il patrimonio del museo comprende circa 1500 opere provenienti da vari paesi dell’Asia, allestite in base all’area di provenienza in cinque distinte “gallerie”, le quali hanno trovato una naturale corrispondenza nella struttura edilizia dell’edificio.

Il MAO aspira alla più ampia rappresentazione della produzione artistica dei vari paesi dell’Asia, in quanto vi trovano spazio le più importanti tradizioni culturali di quel continente e ciò si coniuga con la preesistenza di significative collezioni presso diverse istituzioni della nostra città, i cui preesistenti nuclei collezionistici hanno direttamente ispirato l’articolazione del progetto espositivo del nuovo Museo secondo cinque aree culturali ben definite: Asia Meridionale, Cina, Giappone, Paesi Himalayani e Paesi islamici.

L’ordine di presentazione delle opere e il corredo didascalico mirano a mettere in evidenza i punti di contatto e le interazioni creative tra i diversi paesi nei diversi momenti storici, reintroducendo un filo unitario nel percorso museale.

Il MAO si propone inoltre quale strumento di mediazione culturale per i visitatori generalmente lontani dalle concezioni e dai climi culturali ai quali le opere esposte si riferiscono ed intende ispirare nel visitatore nuove forme di pensiero fino alla consapevolezza di quanto sia preziosa ogni espressione del sapere umano.

Il MAO, infine, propone numerosi servizi al pubblico: postazioni multimediali poste lungo il percorso, approfondimenti e catalogazione on line offerta dal sito del museo, bookshop, possibilità di accesso alla Biblioteca d’arte ed all’Archivio fotografico della Fondazione Torino Musei, seminari, conferenze, convegni e mostre temporanee ed un’aula didattica.
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